


SORBUS AUCUPARIA /SORBUS DOMESTICA
SORBUS TORMINALIS /
SORBO SELVATICO.
"
Sorbo selvatico e filo rosso fan correre le streghe a più non posso" E'
questa l’antica formula attribuita ai tre sorbi più comuni: il Sorbo
domestico, il Ciavardello e il Sorbo degli uccellatori. Il loro straordinario
potere, è dato da un legno tenace la cui caratteristica sarebbe quella di
essere indesiderato al popolo fatato. Nella zona alpina zangole per montare il
burro venivano fabbricate utilizzando il legno di Sorbo, così da essere sicuri
che Fate e le Streghe non venissero a far incetta nelle dispense delle case. I
cavalli stregati -
si racconta-, si possono domare con una frusta di questo legno, così come
la verga "mano di strega” che serviva per scoprire metalli. Il più
efficace è considerato
“Sorbo volante", cioè una pianta le cui radici non crescono nel terreno
(per esempio nella spaccatura di una roccia o sui rami albero). Nella storia,
questo albero ebbe un posto di rilievo negli oracoli dei druidi celtici.
Impiegavano fuochi del suo legno per evocare gli spiriti che avrebbero
preannunciato le sorti della
battaglia cospargendo bacche di sorbo su pelli di tori sacrificati. Per
noi oggi, il ricordo di questi alberi selvatici, sopravvissuti alla sistematica
distruzione, ci ricorda
l'esclamazione "
Sorbole", che
si rifà al nome dei sui frutti chiamati
“Sorbe”, nonché al linguaggio comune che intende un certo modo di
fare poco piacevole (sorbole è sinonimo di botte!).