SALICI: GENERE SALIX

Alberi spontanei dai monti al mare, i Salici rappresentano una grande famiglia di alberi spontanei. Il loro aspetto, spartano li rende adattabili a qualsiasi tipo di ambiente. Non li spaventa ne il vento, ne il fuoco.

Sono da sempre alberi associati al mito lunare, perché prediligono l'acqua.   Non a caso calendario celtico degli alberi, il Salice era il quinto mese, e cinque era il numero sacro della grande madre. Tutto il popolo celtico amava particolarmente questo albero a cui venivano officiati riti anche con l’offerta di vittime sacrificali. Serviva inoltre, insieme con altre piante a trarre divinazioni per mezzo della “recitazione con le punta della mano”. Il pollice era dedicato alla Betulla, l'indice al Sorbo selvatico, il dito medio al Frassino, l’anulare all'Ontano, e il mignolo al Salice. I1 suo stretto legame con la luna, lo ha designato nel Medioevo come l’albero degli incantesimi, prediletto dalle streghe. Nell' Europa settentrionale il legame con le streghe era talmente forte che,  “W itch" (strega) e "Wiched" (malvagio), derivavano dallo stesso termine: che indicava il Salice. Lo stesso Salix Viminali, era parte integrante delle scope delle streghe formate assieme ai rametti di Betulla.

Ma ad onor del vero, benché le abitudini Salici siano spartane, la sua nomea è stata esaltata dai Celti come dai Greci, fino ai Romani. Ma attenti voi nottambuli, perché se vagate a tarda ora, t’abbomina la Quercia, l'Olmo s'addolora e il Salice cammina alle vostre spalle". Sembra infatti che questo antico detto, riassuma la storia che immagina di notte i salici che divelgono le proprie radici, e si mettano a camminare furtivi alle spalle dei viandanti sprovveduti. Un modo, forse, per personificare gli elementi naturali che si animano, di quando in quando, quando la storia s’avvale della fantasia . Venga ricordato il recente  successo avuto dalla "nonna salice" nella storia della Pocahontas Disneyana