Qualcuno l'aveva già detto che gli alberi ci guardano e ci ascoltano… Altri li hanno immaginati come  preghiere  che si elevano al cielo… Altri ancora hanno carpito la magia di quei boschi, dove scorre la linfa della nostra fantasia! Vi suggeriamo così un elenco di alberi  autoctoni (del nostro paesaggio)che conservano il linguaggio ancestrale  e naturale che può   servire a quanti sanno ascoltare il  "sound of silence" della  sinfonia delle stagioni. Un esercizio utile per lo spirito, la mente, il corpo e la nostra fantasia, che vi darà la possibilità di interagire con  la vostra sensibilità.


ABETE ROSSO
(Picea abies) spesso confuso con il pino, lo si trova oltre i mille metri di altezza in quell'ambiente chiamato abetaia. Il vento che ne percorre le chiome incanta anche gli esseri più glaciali e tenebrosi come i Troll o i Nani. Nessuno resiste al fascino del suo "verso"; così come nessuno può sottrarsi al grido disperato del legno che si spacca sotto la scure dei boscaioli in quel suo ultimo gemito di vita prima  di toccare il suo letto di morte. Entrare in una foresta di conifere (sempreverdi) e camminare in silenzio eleva lo spirito a vette indicibili.

Lettura consigliata : Dino Buzzati IL SEGRETO DEL BOSCO VECCHIO

 

 

ACERO CAMPESTRE (Acer campestre) Il frutto detto samara che gli Gnomi usano per saltare o volare (a bassa quota), è formato da due semi muniti ciascuno di un'ala. Cadendo d'inverno producono un sottile, quasi impercettibile frullo che gioca con il vento.

Musica consigliata :ADAGIO di Albinoni

BETULLA (Betula pendula) i rami penduli  e flessuosi  sussurrano al vento la voglia di luce. Ascoltiamola  bene perché  prospererà solo se le offriremo spazio e sole in abbondanza. Lo scorrere delle dita sulla corteccia bianca un tempo usata anche come carta o indumento, vi darà la piacevole sensazione di accarezzare una pelle morbida.

Musica consigliata :LA PRIMAVERA di A. Vivaldi

CARPINO BIANCO (Carpinus betulus) se ascolti il carpino d'inverno quando tutte le altre piante sono spoglie, lui continuerà a sventolare le proprie foglie al vento, che anche se secche  non le lascerà cadere prima dell'arrivo della primavera. La sua è una musica ipnotica che crea un ritmo  fragrante anche solo stropicciando una foglia secca tra le vostre mani.

Musica consigliata : CANONE di Pachebel

 

CILIEGIO (Prunus avium) tra le piante fruttifere è forse la più imponente, appariscente e ricca di vita. E' un albero da vivere soprattutto se ci si inerpica tra i suoi rami. Magnanimo e benevolo grazie al suo legno e alle sue ciliegie, offre suoni e sapori  a quanti si avvicinano con rispetto anche solo per renderlo un compagno di gioco.

Lettura consigliata: L'ALBERO di Shel Silverstein.

 

FAGGIO (Fagus silvatica) forse la più bella delle latifoglie (foglia caduca) ci lascia spesso attoniti davanti alla sua maestosità. La corteccia grigio-argentea è un invito ad appoggiarsi e rilassarsi . L'energia e la forza che comunica questa pianta non hanno eguali e a contatto con essa ci si dimentica del tempo che passa. E' per questo che il sapere della dendrocronologia (scienza che studia gli eventi climatici attraverso le piante) ha il fascino di quella magia incarnata nel legno. Lo stesso "di cui noi ci serviamo per scrivere le nostre sciocchezze" come disse il poeta.

Lettura consigliata: IL PICCOLO PRINCIPE di Saint Exuperie.

 

IPPOCASTANO (Aesculus hippocastanum) in alcuni giorni d'autunno cadono i suoi frutti , simili ai ricci delle castagne i cui tonfi suscitano quella dolce malinconia d'autunno che racchiude il gusto di un'intera stagione fatta di colori e suoni.

Musica consigliata : l'AUTUNNO di Antonio Vivaldi

 

LARICE (Larix decidua) il vento, la luce, i suoli rupestri  sferzati dalle bufere  non frenano i temerari larici saldamente ancorati al suolo. Ascoltate il bisbiglio delle sue foglie aghiformi e molli attraversate dal vento, vi apparirà lo spirito della montagna e vi sentirete roccia tra le rocce, neve tra le nevi, nuvola tra le nuvole.

Film suggerito :  HIMALAYA (Storia di un piccolo capo) 2001

 

 

OLIVO (Olea europea) è una scultura come lo sono tutti gli alberi plasmati da una mano invisibile. La loro forma  si rispecchia in quella mano celeste slanciata verso il cielo con le sue dita ramate. Immergersi tra gli olivi quando le fronde fremono alla brezza riempie il cuore di pace e, come d'incanto, ogni pensiero negativo svanisce. Di fronte a un esemplare plurisecolare nodoso e contorto si torna semplici, senza esigenze, umili come insegna l'antica filosofia cinese dell'abbracciare  le piante.

Musica consigliata: Yanni 

 

ROVERE (Querqus petraea) è la sintesi della forza fisica e spirituale che si compenetra nell'individuo. E' l'emblema dell'equilibrio  di questa forze pacate e potenti. E' l'albero in assoluto. Colui  che sfida il tempo e offre riparo e legno prezioso. E' la sintesi del macro e microcosmo, ovvero dell'infinitamente grande e infinitamente piccolo. E' il tempo che scorre quanto l'immutabilità delle cose. In lei tutto scorre (Panta Rei)  in quel silenzio profondo che si crea dentro quel bosco che cresce in voi, laddove, il rumore dell'erba e delle foglie che crescono diventano musica o poesia, basta saperla ascoltare di tanto in tanto. Perché anche voi siete parte di questo Universo tutto da esplorare.

Libro consigliato: L'UOMO CHE PIANTAVA ALBERI di Jean Giono.

 

 

Ora che avete provato questa particolare esperienza emotiva, lasciate da parte i pregiudizi di quanti vi diranno:"che state solo perdendo tempo!" Non fatevi cruccio, voi state solo cercando  di vivere il mondo, loro solo  di esistere in questo mondo.